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Franchino sta male. – “Ni, La vita in diretta a dicembre chiuderà e Cristina Parodi farà quello che avrebbe fatto Costanzo senza la D’urso”. – Publitalia chiuderà in negativo. – Tra Caschetto e Presta, spunta Federico Grillone. – Cristina rinuncia a Colorado per il primo disco per la Warner e lo Zecchino D’oro, Conti (che la vuole in conduzione) e Fialdini (sponsorizzata da Orfeo) permettendo.

Quando più di un anno fa mi riferirono della malattia di Franchino, non ci volevo credere. All’interno di una Mediaset anni 90 in pieno fervore, lui era un personaggio schivo ma molto importante per le dinamiche artistiche. Ora non si parlerebbe di lui perché sarebbe uno dei tanti, ma nel millennio passato, soprattutto per il colpaccio Fiorello, iniziava a farsi largo, anche un po’ per le vicende personali. Risolte e che lascerei da parte. Potente lo è tuttora per avere importanti artisti in scuderia, il tutto coadiuvato dal fratello. Il fratello di Franchino e Graziella stanno portando avanti la Notoria in maniera eccelsa, perché purtroppo le sue condizioni di salute non stanno migliorando. In un anno, ho provato a chiamarlo molte volte, solo una mi ha risposto e con una debolissima voce ma con un entusiasmo invidiabile. Tutti i suoi artisti gli devono tanto e so che continuano a stargli vicino con forza, anche perché dal nulla ha tirato su molti.
Le affermazioni, certe, su La vita in diretta e Domenica In mi arrivano direttamente da una cara amica in Rai, impegnata proprio nel palinsesto pomeridiano di Rai1. Difficilmente sbaglia un colpo, è onesta, obiettiva e lì da anni. Sono parole fortissime che fanno capire quanto l’incapacità di dirigenti e conduttori (escludendo Marco Liorni, serio professionista che conoscono da 20 anni), Vianello e Fialdini in primis, con poca esperienza nel settore intrattenimento e target di Rai1, sia forte. Ma come ho scritto altre volte, la politica in Rai è tutto, ecco perché molti rifiutano di andarci. Duri un ciclo e le persone non sono elettrodomestici, ma talvolta anche serie persone allo scadere del mandato politico da Dirigenti si ritrovano semplici dipendenti. La meritocrazia in Rai non esiste e non è mai esistita. Non che in Mediaset ci sia, soprattutto di questi tempi, ma è sempre stata più valorizzata che da altre parti.
Gli ascolti bassi di alcune fasce, non ci permette di chiedere i conti in maniera positiva. Non tanto Canale5, il cui tasto dolente rimane la prima serata, ma Italia1 e Rete4 soffrono di emorragia di ascolti, per cui i conti sin da ora sono difficili da far quadrare. Non entro nel dettaglio ma in Publitalia sono piuttosto preoccupati. E pure le radio, finchè non usciranno i dati reali, senza affidarci alla voci che ci danno in declino, sono una grande preoccupazione. Gli investimenti sono stati ingentissimi e un risultato negativo peggiorerebbe una situazione già incerta.
Non c’è molto da raccontare dello strapotere di Beppe e Lucio, entrambi amici che conosco da più di 20 anni, e con un margine di potere sempre più ampio, visto che i direttori di rete valgono sempre meno. Non tanto a Cologno, quanto in Rai, con la quale ultimamente sto dialogando molto per sondare la concorrenza e comprendere certe dinamiche, che fanno certamente bene a noi, si sta facendo largo un agente che fino a poco tempo fa era nell’ombra: Pier Federico Grillone. In collaborazione con un ex potente agente e suo figlio, stanno organizzando una squadra fortissima. Nessun nuovo talento per salire la china in fretta e sfruttare il potenziale artistico e umano più in fretta possibile. Parlando con chi di dovere, si parla di un solo “nuovo” talento, 30enne, spinto dall’ex agente e suo figlio, come dalla politica di maggior rilievo, autore e conduttore in Rai e Mediaset. Presto ne scriverò con dettaglio, per ora la formazione del team è in evoluzione ma so con certezza che presto ci sarà una nuova macchina da guerra televisiva che darà fastidio alla vecchia compagine manageriale. Questo un po’ lo spero, ora più che mai rinnovare certe dinamiche permetterebbe di far qualcosa di nuovo in un momento di strapotere dei soliti.
Ho appreso ieri pomeriggio che Cristina D’avena non farà più parte del cast di Colorado e di questo sono molto dispiaciuta, anche perché toccava un target preziosissimo per Italia1. La rinuncia è venuta da parte sua per gli impegni musicali, il primo album con la Warner dopo tanti anni con noi, e televisivi. Parlando con la mia amica in Rai, anche delle scarse facoltà televisive di quella certa Fialdini, è venuto fuori un quadro che tocca in parte Cristina. Carlo Conti la vorrebbe come conduttrice dell’anniversario (credo 60 o 70) de Lo Zecchino d’Oro, avendo già presentato tante edizioni ed essendo l’unica che è davvero emersa negli spazi musicali e televisivi. So essere molto amici. Questa Fialdini, spalleggiata da un Mario Orfeo in grandissimo spolvero, per dinamiche interne alla Rai, ha le possibilità più alte di prendersi il posto di conduttrice della gara canora per infanti. Sono ancora qui a domandarmi che senso abbia la sua presenza. In tv, in generale. Da amica ed ex editore di Cristina, farò di tutto per spalleggiarla.

La Gialappa’s torna in azienda con Le Iene. Dettagli in corso. – Gogglebox con i vip. Molto contenti per la seconda serata, meno per il day time. – Sky prepara su Tv8 un grande show in access prime time per andare contro Nove. Confeziona Magnolia. – Allo Studio 5, lavori in corso per il tg5 (forse).

Quando ho saputo che si erano (ri)aperti i contatti per avere la Gialappa’s in azienda, ne sono rimasta felice. Dopo tanti anni a Italia1, si disse che la loro presenza era stanca, ingombrante e talvolta “passata”. L’avventura in Rai ha fatto molto bene a Marco e Co, li ho visti e sentiti rivitalizzati, adatti al nuovo pubblico e alla contemporaneità della tv. Con molta probabilità, saranno di supporto a Le Iene, che se pur con buoni ascolti, negli ultimi anni lo hanno visto calare. Conosco la Gialappa’s dai tempi in cui emettevano dallo studio di Milano2. Lì, hanno conquistato simpatie (Simona Raya) e leggere antipatie (Piersilvio), fortunatamente il mondo artistico è fatto di cicli. Ora come non mai, in Mediaset abbiamo bisogno d’idee nuove e volti freschi, ma anche di facce e voci in cui il pubblico si possa riconoscere. Nella stessa Italia1 è giusto che convivano Alvin e la Gialappa’s, ma anche bravi (e sottolineo bravi) conduttori di 20 e 30 anni. Un riciclo vero non c’è da anni, questo sarebbe il momento giusto per testare e andare incontro al vecchio e nuovo pubblico, al quale si pensa sempre troppo poco e rappresenta invece il futuro.
Simona Ercolani è una donna che guarda lungo, lunghissimo. Ricordo una sua crisi di molti anni fa, in cui per risollevarsi non si affidò solo a suo marito ma anche a Lucio Presta. Il resto è storia, anche recentissima. Gogglebox è un format che ci fa contenti in seconda sera e storcere il naso nel lunch time, abbattendo gli ascolti di Italia1, che in quella fascia ha uno dei suoi fortini per quanto riguarda la raccolta pubblicitaria. Presto provvedimenti. A settembre, con molta probabilità, partirà una versione vip, in cui ci saranno personaggi più o meno famosi del mondo dello spettacolo a criticare programmi tv e colleghi. Sarò sincera, Gogglebox è un format che ci ha preso mente e cuore sin da subito, anche perché è stato spinto molto e in fretta ai piani alti.
Quando vedo gli ascolti dell’access prime time di Nove, spesso mi viene da sorridere davanti al 2% di share. Eppure per un canale nato editorialmente da pochi mesi, con la concorrenza che c’è nel nostro paese, è un soddisfacente risultato. Proprio oggi, ho parlato con una cara amica di Sky, che mi ha anticipato quasi in pompa magna che su Tv8 saranno investite molte risorse, in access. Non le ho chiesto di che format si trattasse, anche perché avevo un tempo limitato a causa di una riunione, ma il confezionamento sarà di Magnolia, società con la quale lavoreranno sempre di più, per sua ammissione.
Il dado è quasi tratto. Il rifacimento dello Studio 5 è un chiaro segnale di quello che accadrà nelle prossime settimane. Non posso sbilanciarmi, siamo pochi a sapere cosa si nasconde dietro i grandi lavori del mitico Studio 5, questa volta verrei scoperta a malincuore. Non rischio e scrivo: ci saranno piacevoli sussulti per le tasche dell’azienda. In questo momento, tirare i remi in barca dove si può è una buona cosa, altro è sacrificare la qualità editoriale e umana.
Viva Mediaset.