Fatti fuori tanti autori del pomeriggio Rai per compiacere e introdurre gli amici di Vianello – Perché la Rai continua ad essere sempre più renziana se Renzi non conta\conterà più niente? – Giordani in disaccordo con Piersilvio e in accordo con Amber – Lele Mora tornerà Lele Mora grazie a Maria De Filippi e alla vittoria politica di Silvio – Investitori incavolati per Il Segreto in prime time – Mario Giordano ha cacciato due giornaliste – La discussione tra Barbara D’urso e Piersilvio è vera ma il contratto e le amicizie sono blindate

Storici autori Rai, soprattutto de La vita in Diretta, sono stati fatti fuori da un giorno all’altro, senza preavviso, dal nuovo capostruttura Andrea Vianello, che ha prontamente piazzato i suoi fedelissimi, con il pretesto del rinnovamento. Autori, talvolta di peso, i quali hanno fatto la storia della Rai, spazzati via senza un “grazie”, una motivazione, come nei regimi più stupidi e mal gestiti. In effetti, la Rai è un’azienda pubblica totalmente allo sbando e con i conti in rosso per compiacere politica, mafia e manager esterni che in campagna elettorale hanno sganciato fior fior di quattrini per sostenere un ebete che tutti sapevano avrebbe fatto una brutta fine, non avendo mai lavorato un giorno in vita sua, avendo sempre fatto il politico di professione. Per quei due o tre che non lo avessero ancora capito, ma ne dubito, tal nome è quello di Matteo Renzi.
Una questione che si aggancia a ciò, e su cui stavo riflettendo giovedì con una manager Rai di sinistra ma non renziana, quindi con una media intellettiva un tantino superiore, è il fatto di come questa Rai continui ad essere sempre più renziana nonostante Matteo Renzi sia stato abbandonato da metà Pd, il popolo italiano non gli creda più, al governo abbia fatto più danni che situazioni positive e nella stessa Rai non lo tollerino più, ma viga una sorta di riconoscenza spudorata, ma falsa, per aver piazzato o ripiazzato tutti coloro che erano nelle sue simpatie. E sono tanti, visto che per avere un minimo di fiducia, non essendo mai stato eletto ed essendo stato sfanculato alle urne, doveva circondarsi di Signor Sì per andare avanti. Oltre che stupido, squallido.
In un’accesissima assemblea di giugno, il fondo Amber, rappresentato da un bravissimo e preparatissimo Arturo Albano, ha sollevato a Mediaset certe questioni di carattere editoriale, contenutistico ed economico. Lo avrete letto su tutti i giornali, non sono qua per riportare ed elencare tecnicismi. Quello che molti non sanno è che, io presente a pochi centimetri, Marco Giordani era perfettamente in linea a ciò che era stato detto dal rappresentante del fondo internazione. Una questione che, personalmente, ha scosso molto e sulla quale ho rimuginato per settimane. La vexata questio va nella direzione del perché Marco abbia stretto questa sinergia con Arturo Albano per poi compiace Piersilvio. A Piersilvio farebbe bene suggerimenti schietti. Arturo Albano è una persona di grande spessore, anche Marco lo è, nonostante alcuni disastri che in un broadcaster come Mediaset ci possono essere. Come ho scritto tante volte, almeno noi rischiamo e investiamo, peccato spesso in situazioni sbagliate. L’appello che posso fare a Piersilvio è quello di farsi consigliare sì da ottimi professionisti interni, ma anche da chi certe e particolari realtà le vede dall’esterno.
Sono molto contenta che l’amico Lele Mora si stia rimettendo in carreggiata, e che lo faccia grazie a Maria, la quale gli sta dando non poca fiducia, e ad un lento riavvicinamento all’amico di una vita, Silvio Berlusconi. Lele, oltre a vendere format all’estero, sta pian piano riavvicinandosi a quel mondo che gli appartiene, che ha costruito con fatica, che faceva con tanta professionalità e dedizione, consapevole del fatto che se dovesse sbagliare anche solo un passo sarebbe fuori per sempre. Tanti in azienda tifano per te, forza Lele.
Gli investitori pubblicitari, lamentandosi con Publitalia, sono molto delusi (potrei usare una terminologia molto più forte. Si parla di business e milioni di euro d’investimento stagionale) dall’inserimento de Il Segreto in prima serata su Canale5, principalmente per tre fattori, i contenuti, le grafiche e gli ascolti. A noi è costato, costa e costerà pochissimo, ma non perdiamo di mira la mission commerciale dell’azienda. A tali investitori dobbiamo dare prestissimo una spiegazione.
Mario Giordano non si smentisce mai e caccia, letteralmente, seduta stante, due giornaliste che sedevano alla redazione del Tg4 da poco più di due anni. Oltre a fare il giro dell’azienda, ho letto io stessa la lettera che le due ragazze hanno mandato a noi vertici in multicopia. In tale situazione, spezzo una lancia a favore di Mario che ha annusato subito il tradimento e l’arrivismo delle due sprovvedute e le ha, non gentilmente, accompagnate alla porta. Così dovremmo fare con tante altre persone in azienda, eppure restano lì come parassiti, prendendo lo stipendio, non facendo nulla, discreditando l’azienda. Bravo Mario, questa volta.
La notizia più viva e che ha creato un grosso ciarpame mediatico è quella della discussione tra Barbara D’urso e Piersilvio. Facciamo chiarezza dall’interno. La lite c’è stata, come ce ne sono state tante altre. La maretta tra la D’urso e Piersilvio è cosa vecchia e risaputa e, sia all’interno che all’esterno dell’azienda non fa più notizia. Se l’editore volesse, potrebbe cacciare chi vuole, senza dare spiegazioni a nessuno (quello che Dudi dovrebbe fare con tante persone). La questione con la D’urso è molto più complicata di quanto appare: se fosse per Piersilvio, per Lucio Presta e tante altre persone che in azienda hanno un peso diretto e indiretto, Barbara D’urso se ne sarebbe dovuta andare da anni. La pressione di Silvio, un contratto blindatissimo (giustamente blindato e con assicurazioni folli, visto che è stata allontanata e due volte supplicata di tornare alla domenica pomeriggio dopo fallimentari esperimenti), il buon rapporto con Mauro e Andrea “Sonnolenza” Delogu giocano a favore di Barbara, che in azienda si sa destreggiare molto bene, per motivi personali e aziendali che, se li svelassi, tanti capirebbero chi sono. A giocare a suo sfavore c’è il non idilliaco rapporto con Piersilvio, con gli agenti più importanti che circolano in Mediaset, la rivalità con conduttrici di peso e interesse per l’azienda, il fatto di tenere un badante che gli porta il caffè, le fa da autore non per meriti professionali, da zerbino (chiamato in azienda “l’inutile idiota” per la sua flemma e il suo voler far tutto e non saper far niente. Sui nomignoli sono sempre in disaccordo e lo trovo un gesto molto basso), il voler fare la prima donna. Cara Barbara, sei di una professionalità indiscussa, ma di prime donne Mediaset è piena, e più potenti e protette di te. Attenta.
W la chiarezza, sempre.

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