Monthly Archives: September 2017

SILVIO È RINATO, È IN FORMA, È TORNATO FINALMENTE ALLE ORIGINI E IL PARTITO-AZIENDA È PIÙ VIVO CHE MAI. — LELE SI STA MUOVENDO BENE E CON UMILTÁ. FLAVIO CARBONI PER RISORGERE E ALESSIO LO PASSO PER MOTIVI PERSONALI SONO LA SUA FORZA.

Tutto ricomincerà dove tutto è cominciato. Fortunatamente.
Milano Due, Publitalia. Ho aspettato ben due mesi per scrivere questo, proprio ad un passo dal concreto e massiccio rientro in campo di Silvio. A luglio, nella terrazza all’ultimo pieno di Publitalia, si è consumato uno dei più bei momenti della nostra storia aziendale. Silvio non metteva piede in Publitalia da oltre vent’anni. Grande emozione, il contesto di Milano Due ha fatto il resto, riportando mente a corpo a quelle riunioni al Jolly Hotel che hanno fatto la storia e il bene dell’Italia. Vecchi e nuovi dirigenti, vecchi e nuovi lavoratori, tanti volti nuovi, hanno assistito a più di quattro ore di ininterrotta parlata da parte di Silvio, tutti a bocca aperta, tutti affascinati dai suoi racconti. Tutti veri, posso confermarlo. Grande entusiasmo e applausi per un numero uno, per un incantatore di folle, per una persona che sa essere imprenditore vero, politico, padre, uomo di fede, grande amante e di straordinaria cultura. Oltre a raccontare i fasti passati e presenti della nostra azienda, ci ha illustrato i progetti politici futuri, da giovane dentro e grande leader fuori. Ci ha letteralmente spiazzati come è solito fare, ci ha dato un entusiasmo che difficilmente dimenticheremo, ci ha ridato la voglia di voler bene all’azienda (speriamo che le nuove leve, da egoiste, lo abbiano percepito) e all’Italia. Sono stata felicissima di vedere le giovani leve e le nuove dirigenze, compreso Stefano Sala, a bocca aperta ascoltando le forti ed emozionanti parole di Silvio. Silvio manca all’azienda, manca all’Italia, manca a Milano Due. Manca in tanto, perchè l’umiltà di questo uomo mi commuove ogni volta. Peccato che non tutti lo conoscano come lo conosciamo in pochi. Se così fosse, sarebbe il fratello, il padre, il nonno di tutti noi.

Ho vissuto con Lele momenti bellissimi, ed è lì che voglio fermarmi. Esprimo ancora la mia felicità nel vederlo di nuovo vivo, impegnato in riunioni, nel cercare di riemergere dopo un oblio. Voluto o non voluto, questo non sta a noi giudicarlo. Saranno stati più di vent’anni che non vedevo Flavio Carboni, altra grande persona accusata di tutto, ma con un cuore che pochi hanno. L’occasione è stata un invito da parte di Lele, in cui noi tre abbiamo parlato di tutto, dalle nostre vite e alla professione. Flavio saprà far rinascere Lele e indirizzarlo nel migliore dei modi. Maria De Filippi e lo stesso Presidente si sono interessanti fortemente a lui ultimamente, sintomo del fatto che una seconda possibilità si può dare a chiunque. Per quanto riguarda il cuore, non ho ben capito se quel certo ex tronista Alessio sia o meno il nuovo amore di Lele. In tutti i casi, lo rende felice e lo fa sorridere. Tutto questo, mi riempie di gioia.

Fatti fuori tanti autori del pomeriggio Rai per compiacere e introdurre gli amici di Vianello – Perché la Rai continua ad essere sempre più renziana se Renzi non conta\conterà più niente? – Giordani in disaccordo con Piersilvio e in accordo con Amber – Lele Mora tornerà Lele Mora grazie a Maria De Filippi e alla vittoria politica di Silvio – Investitori incavolati per Il Segreto in prime time – Mario Giordano ha cacciato due giornaliste – La discussione tra Barbara D’urso e Piersilvio è vera ma il contratto e le amicizie sono blindate

Storici autori Rai, soprattutto de La vita in Diretta, sono stati fatti fuori da un giorno all’altro, senza preavviso, dal nuovo capostruttura Andrea Vianello, che ha prontamente piazzato i suoi fedelissimi, con il pretesto del rinnovamento. Autori, talvolta di peso, i quali hanno fatto la storia della Rai, spazzati via senza un “grazie”, una motivazione, come nei regimi più stupidi e mal gestiti. In effetti, la Rai è un’azienda pubblica totalmente allo sbando e con i conti in rosso per compiacere politica, mafia e manager esterni che in campagna elettorale hanno sganciato fior fior di quattrini per sostenere un ebete che tutti sapevano avrebbe fatto una brutta fine, non avendo mai lavorato un giorno in vita sua, avendo sempre fatto il politico di professione. Per quei due o tre che non lo avessero ancora capito, ma ne dubito, tal nome è quello di Matteo Renzi.
Una questione che si aggancia a ciò, e su cui stavo riflettendo giovedì con una manager Rai di sinistra ma non renziana, quindi con una media intellettiva un tantino superiore, è il fatto di come questa Rai continui ad essere sempre più renziana nonostante Matteo Renzi sia stato abbandonato da metà Pd, il popolo italiano non gli creda più, al governo abbia fatto più danni che situazioni positive e nella stessa Rai non lo tollerino più, ma viga una sorta di riconoscenza spudorata, ma falsa, per aver piazzato o ripiazzato tutti coloro che erano nelle sue simpatie. E sono tanti, visto che per avere un minimo di fiducia, non essendo mai stato eletto ed essendo stato sfanculato alle urne, doveva circondarsi di Signor Sì per andare avanti. Oltre che stupido, squallido.
In un’accesissima assemblea di giugno, il fondo Amber, rappresentato da un bravissimo e preparatissimo Arturo Albano, ha sollevato a Mediaset certe questioni di carattere editoriale, contenutistico ed economico. Lo avrete letto su tutti i giornali, non sono qua per riportare ed elencare tecnicismi. Quello che molti non sanno è che, io presente a pochi centimetri, Marco Giordani era perfettamente in linea a ciò che era stato detto dal rappresentante del fondo internazione. Una questione che, personalmente, ha scosso molto e sulla quale ho rimuginato per settimane. La vexata questio va nella direzione del perché Marco abbia stretto questa sinergia con Arturo Albano per poi compiace Piersilvio. A Piersilvio farebbe bene suggerimenti schietti. Arturo Albano è una persona di grande spessore, anche Marco lo è, nonostante alcuni disastri che in un broadcaster come Mediaset ci possono essere. Come ho scritto tante volte, almeno noi rischiamo e investiamo, peccato spesso in situazioni sbagliate. L’appello che posso fare a Piersilvio è quello di farsi consigliare sì da ottimi professionisti interni, ma anche da chi certe e particolari realtà le vede dall’esterno.
Sono molto contenta che l’amico Lele Mora si stia rimettendo in carreggiata, e che lo faccia grazie a Maria, la quale gli sta dando non poca fiducia, e ad un lento riavvicinamento all’amico di una vita, Silvio Berlusconi. Lele, oltre a vendere format all’estero, sta pian piano riavvicinandosi a quel mondo che gli appartiene, che ha costruito con fatica, che faceva con tanta professionalità e dedizione, consapevole del fatto che se dovesse sbagliare anche solo un passo sarebbe fuori per sempre. Tanti in azienda tifano per te, forza Lele.
Gli investitori pubblicitari, lamentandosi con Publitalia, sono molto delusi (potrei usare una terminologia molto più forte. Si parla di business e milioni di euro d’investimento stagionale) dall’inserimento de Il Segreto in prima serata su Canale5, principalmente per tre fattori, i contenuti, le grafiche e gli ascolti. A noi è costato, costa e costerà pochissimo, ma non perdiamo di mira la mission commerciale dell’azienda. A tali investitori dobbiamo dare prestissimo una spiegazione.
Mario Giordano non si smentisce mai e caccia, letteralmente, seduta stante, due giornaliste che sedevano alla redazione del Tg4 da poco più di due anni. Oltre a fare il giro dell’azienda, ho letto io stessa la lettera che le due ragazze hanno mandato a noi vertici in multicopia. In tale situazione, spezzo una lancia a favore di Mario che ha annusato subito il tradimento e l’arrivismo delle due sprovvedute e le ha, non gentilmente, accompagnate alla porta. Così dovremmo fare con tante altre persone in azienda, eppure restano lì come parassiti, prendendo lo stipendio, non facendo nulla, discreditando l’azienda. Bravo Mario, questa volta.
La notizia più viva e che ha creato un grosso ciarpame mediatico è quella della discussione tra Barbara D’urso e Piersilvio. Facciamo chiarezza dall’interno. La lite c’è stata, come ce ne sono state tante altre. La maretta tra la D’urso e Piersilvio è cosa vecchia e risaputa e, sia all’interno che all’esterno dell’azienda non fa più notizia. Se l’editore volesse, potrebbe cacciare chi vuole, senza dare spiegazioni a nessuno (quello che Dudi dovrebbe fare con tante persone). La questione con la D’urso è molto più complicata di quanto appare: se fosse per Piersilvio, per Lucio Presta e tante altre persone che in azienda hanno un peso diretto e indiretto, Barbara D’urso se ne sarebbe dovuta andare da anni. La pressione di Silvio, un contratto blindatissimo (giustamente blindato e con assicurazioni folli, visto che è stata allontanata e due volte supplicata di tornare alla domenica pomeriggio dopo fallimentari esperimenti), il buon rapporto con Mauro e Andrea “Sonnolenza” Delogu giocano a favore di Barbara, che in azienda si sa destreggiare molto bene, per motivi personali e aziendali che, se li svelassi, tanti capirebbero chi sono. A giocare a suo sfavore c’è il non idilliaco rapporto con Piersilvio, con gli agenti più importanti che circolano in Mediaset, la rivalità con conduttrici di peso e interesse per l’azienda, il fatto di tenere un badante che gli porta il caffè, le fa da autore non per meriti professionali, da zerbino (chiamato in azienda “l’inutile idiota” per la sua flemma e il suo voler far tutto e non saper far niente. Sui nomignoli sono sempre in disaccordo e lo trovo un gesto molto basso), il voler fare la prima donna. Cara Barbara, sei di una professionalità indiscussa, ma di prime donne Mediaset è piena, e più potenti e protette di te. Attenta.
W la chiarezza, sempre.