Checco Zalone e Gennaro Nunziante ai ferri corti. Colpa di Pietro Valsecchi. – Perché Klaus Davi ha girato gli studi Mediaset insieme a Mauro e Andrea Delogu? (visto ma non chiesto a nessuno). – Lorenzo Suraci da Mattarella per fare chiarezza su pubblicità e ascolti audiradio.

Quando mi hanno comunicato che per il prossimo film di Checco Zalone non ci sarebbe stata una data precisa, ci sono rimasta un po’ male, sia come spettatrice che come chi vede lievitare i conti della propria azienda alla fine dell’anno. Checco Zalone e Gennaro Nunziante hanno litigato in maniera sostenuta. Il motivo è che il primo ha una linea filo valsecchiana, mentre il secondo (vero fulcro e vera parte attiva di tutti i film di Zelone) la pensa in maniera diversa. È cosa certa che Pietro Valsecchi abbia inanellato una serie di flop, nel settore fiction, molto pensanti, per cui ci sia bisogno di una profonda riflessione per quanto concerne produzione e contenuti del prossimo eventuale film. Senza Gennaro Nunziante, la prossima produzione del duo non avrebbe oggettivamente il medesimo successo. Chi di dovere, si sta già operando per ripianare i rapporti, ma mi viene riferito che il gioco di poteri ed economico sia molto forte. Pietro Valsecchi, forte dei suoi successi cinematografici, vuole l’ultima parola su tutto. Zalone, per non perdere ciò che è stato acquisito, non proferisce parola e rimane attaccato alla vecchia guardia. Gennaro Nunziante, vorrebbe distaccarsi dalla vecchia linea per non cadere nel flop e far decidere tutto al produttore che, in questo specifico caso, in confronto all’idea, non vale molto. Tale situazione sta facendo pensare molti, anche lo stesso e moderatissimo Piersilvio, poiché intorno ad un film di Zalone ci guadagnano in tanti, e non solo sotto il profilo economico.
Nonostante i dati d’ascolto delle radio ci dicano che siamo il primo polo radiofonico, sfido chiunque ad ottenere con una sola emittente quasi 7 milioni di ascoltatori (8 milioni e mezzo con l’aggiunta delle due radio, di cui ora mi sfugge i nome). Al di là della personale conoscenza con Lorenzo, tanti conduttori, giornalisti e manager hanno incrociato la mia strada nelle ultime tre decadi. Lorenzo Suraci ha voluto incontrare Mattarella (lui può, come pochi, farlo in qualsiasi momento) per fare chiarezza su alcuni punti, quali i meri dati d’ascolto e la modalità (soprattutto offerte, prezzi degli spazi, sconti) di reperimento della pubblicità, che avvantaggerebbero Radio Mediaset e penalizzerebbero tutti gli altri, per i motivi tra parentesi. Lorenzo un vero numero uno, che ascolta la sua radio 18 ore al giorno, una persona di una competenza e cortesia spiazzanti, però è anche un editore che ha la facoltà di ottenere ciò che vuole con determinazione, grazie ai rapporti umani instaurati negli anni, da nord a sud. Ho il sincero sospetto che a breve molte linearità cambieranno.

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