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Brachino e Ragusa fuori da Domenica Live. Arriva la supervisione di Tiraboschi. Da febbraio, la seconda parte del Tg4 avrà un titolo ben preciso. Abbiamo venduto l’Isola dei Famosi al 23%. Di questi tempi, un azzardo. Causa flop, Del Debbio rinuncia di nuovo al lunedì.

Quello che è successo a Domenica Live ha dell’incredibile. Un’altra azienda avrebbe mandato via seduta stante, e più in fretta possibile, la conduttrice, invece pur di non toccare Barbara D’urso si allontanano dirigenti. Sono realtà e situazioni che devono finire, ne vale la reputazione di Mediaset all’interno e all’esterno dell’azienda. Barbara D’urso, pur portando grandi ascolti all’ azienda, avendo la simpatia di Mauro e quella di Silvio, sta degenerando e strabordando nelle sue pretese, raccogliendo ogni giorno di più antipatie e insofferenze, dai piani bassi a quelli alti. Nelle scorse domeniche, Barbara ha invitato il cast di un programma Sky, di cui lei è in parte produttrice con una società. Per ovvi motivi, la cosa non è stata digerita bene dalla direzione e invece di punire la spudorata conduttrice, si è preferito allontanare Claudio Brachino (lo conosco da quando era ragazzo, non è la prima volta che si fa intortare, ma il suo carattere troppo buono lo porta a ciò) e la prolissa Rosanna Ragusa, e puntare sulla supervisione di Luca Tiraboschi. Come altri, la considero una situazione gravissima e poco di rispettosa nei confronti di un professionista e aziendalista come Claudio. Barbara ha un contratto blindato, ma gli addetti ai lavori sanno che qualora la soap Il Segreto dovesse cambiare collocazione, sarebbe la fine di Pomeriggio Cinque. La stessa situazione vale se Massimo Giletti dovesse allungarsi prendendo l’interno daytime della domenica: per Domenica Live sarebbe un tracollo di ascolti, i quali brillano già solamente dalla metà del programma. Ho visto crescere Barbara, talvolta sono detentrice di segreti aziendali e personali che mai partiranno dalle mie dita, ma il consiglio è di essere una buona aziendalista, e non una cattiva. Come vale per altri, l’azienda è dei Berlusconi e di nessun altro. Per ora.
Il secondo slot del Tg4, anche grazie all’impegno di Enrico Parodi, si sta rivelando una formula vincente. La direzione del giornale, insieme ai vertici, da febbraio ha deciso di dare finalmente un’identità nomea a tale prodotto, che rimarrà sotto Mario Giordano. Un nuovo nome e un contenitore ben precisi per affezionare il pubblico, che in quella fascia è cresciuto di qualche decimale, seppur il Tg4 nel suo complesso non stia passando un momento roseo. Mario è un direttore tenace, a tratti pazzo e sicuramente creativo, cerca di tenere in piedi un Tg che non ha più un’identità politica, con un traino serale semi inesistente (per non dar noia prima alla D’urso e poi a Silvia al sabato) e un budget da tv locale. Qualche mese fa si parlava di un cambio di Direttore tra Studio Aperto e il Tg4, al quale io ero favorevolissima, anche solo per l’età delle due persone.
Com’è giusto che sia, in azienda c’è molto fervore per la partenza dell’Isola dei Famosi, che mai come quest’anno ha subito delle lotte interne fortissime, mettendola spesso a rischio di messa in onda. La battaglia tra il team Caschetto e quello Presta è stata spietata e accorsa a suon di chiamate ai vertici. Le acque sembrano essersi calmate, anche in vista della prima puntata di domani sera. Publitalia ha venduto il prodotto al 23% di share, una mossa azzardata ma piena di aspettative ed entusiasmo. L’Isola, seppur con qualche variazione, è un prodotto trito e ritrito che però ci garantisce ancora ascolti sufficienti, ma non ai livelli promessi. Grande Fratello Docet.
Del Debbio ottiene, a Del Debbio viene tolto. Superate le bizze di Paolo (che non ho capito fino in fondo, forse mal consigliato, perché non è da lui) per riavere l’access prime time del lunedì, causa flop da domani torna Dalla Vostra Parte. La felicità di Mario Giordano a questo annuncio è stata immensa. Quando chiude o si accorcia un programma non è mai positivo e, seppur nel piccolo, rappresenta una sconfitta. Fortunatamente, rimane tutto in casa e la pax tra Paolo e Mario è salda. Me lo ha confermato ieri Mario.

Al lunedì, Paolo Del Debbio rivuole lo slot dell’access. E l’otterrà. Liguori in grande spolvero. Tensione in Mediaset per il debutto di Paolo Bonolis, tensione in Rai per gli artisti di Beppe Caschetto

Conosco Paolo da quasi trent’anni, è un uomo che riflette molto sulle scelte, qualsiasi esse siano. Non gradisce i toni forti di Dalla Vostra Parte, per cui ha chiesto e ottenuto di riprendersi l’access del lunedì di Retequattro. Una scelta intelligente che fa sì di non avere per quasi quattro ore di fila dibattiti al vetriolo. Paolo vorrebbe portare nell’anteprima toni chiari e pacati, per poi lasciar andare i fuochi all’interno della prima serata. Probabilmente già da questo lunedì, la struttura del programma è pronta per organizzare lo spazio, ci sono ancora dettagli da limare e marette da sedare. In ultima istanza, ci saranno da visionare gli ascolti, che la scorsa settimana sono stati più che sufficienti con il passaggio di consegna tra Maurizio e Paolo. Se Paolo riuscirà a portare circa lo stesso audience, non sarà vincente solo l’idea.
Paolo Liguori è un amico, un uomo che la sa lunga sul giornalismo, sull’azienda e su Silvio. A Cologno, è chiamato Il Volpone, perché scruta tutto e tutti e riporta a chi di dovere. Non sai mai se agisce da traditore o da aziendalista, fatto sta che il suo Tgcom24 (nella struttura web e tv) rende contente molte persone, dalla dirigenza, ai telespettatori, fino alle amiche dei politici (tutte naturalmente ingenue e sorprendentemente brave in video). Paolo ha simpatia, humor e professionalità invidiabili, il suo attaccamento all’azienda è un qualcosa di positivo per tutti. Lo reputo uno dei pochi baluardi berlusconiani rimasti. Nei suoi periodi milanesi, mi capita spesso di scambiare due parole con lui ed è come tornare all’atmosfera di quando Silvio era in azienda o fino ai primi anni 2000. Pur non condividendo certi atteggiamenti, che lo rendono spesso antipatico, Paolo è un pezzo importante di Mediaset, che ha ancora da dare tantissimo all’azienda e ai giovani giornalisti che passeranno sotto di lui.
C’è una tensione molto alta per il debutto di Paolo Bonolis, questa sera. Paolo è fuori contratto aziendale e il prolungamento in azienda dipende anche dagli ascolti del costoso (e si spera remunerativo) Music. Non ho seguito gli sviluppi da vicinissima, ma da settembre è stato un continuo di cambi di struttura di programma, titolo, autori. Stamane Salem pregava quasi in aramaico. Mediaset si attende grandi risultati da questa produzione, certa che la paura del flop sia lontana. Bonolis-Mazzi-Presta e il cast, sulla carta, sono una garanzia, com’è certezza la forte concorrenza di Rai1. Proprio due giorni fa, parlando con una dirigente di Rai2, mi è stato riferito che ci sarebbe fortissima tensione tra Beppe Caschetto e Daria Bignardi, per un avvicinamento di quest’ultima agli artisti della squadra di Lucio. In più, in una riunione tra lo stesso Beppe, Fabio Di Iorio e Ilaria Dalla Tana (era una bambina bravissima quando lavorava da noi), sono stati cancellati e messi sul piatto altri programmi condotti o autorati dagli assistiti di Beppe. È molto difficile far perdere la pazienza a Caschetto, e quando si lascia andare sarebbe in grado di smontare intere reti televisive e far saltare accordi milionari. Forse più di Lucio. A Cologno, soprattutto in passato, ne abbiamo saputo qualcosa.
W i debutti.