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Caro Piersilvio, strette di mano e abbracci si devono trasformare nel bene dell’azienda, perché noi crediamo in te e nella tua famiglia. E non amiamo le prese in giro. Matrix Chiambretti probabilmente non riaprirà i battenti.

Quando, poco più di una settimana fa, Piersilvio ha parlato a noi dirigenti e direttori della situazione Mediaset-Vivendi, il clima era teso per una strana e insolita paura ma anche sciolto dal fatto che finalmente un capo d’azienda venisse a rassicurarci. Pier ci ha parlato come non aveva mai fatto, a tratti ricordava Silvio, le sue parole sono state ferme e decise, per la prima volta tutta l’azienda tifava per lui. Doveva farlo prima, ma negli ultimi mesi sta diventando davvero “grande”, anche se la scrematura di chi gli sta intorno deve essere attuata al più presto. La mia speranza è che se ne accorga quanto prima. Alla fine di quell’inaspettato discorso, tanti erano commossi, tanti gli hanno stretto la mano (alcuni per rispetto, altri per amore, talvolta qualcuno per convenienza), tanti lo hanno abbracciato. Tali gesti, non erano mai accaduti e personalmente non ne vedevo traccia da molti anni. I miei occhi, come quelli di tanti, sono stati lucidi per svariati minuti, un po’ per la felicità di sentir parlare Piersilvio, un po’ perché finalmente si difendeva l’azienda dall’interno e con tanto realistico vigore.
Rotta l’atmosfera di quell’incontro, che resterà storico per l’azienda, le voci che si sono accavallate nei giorni a venire sono state discordanti. Pur rimanendo con un certo tepore al cuore per le belle parole spese dall’editore, in tanti a questo calore ha fatto spazio un pensiero poco piacevole, cioè che quanto detto e fatto sia tutto già pronosticato per future strategie aziendali, delle quali sono al corrente poche e selezionatissime persone. Ciò sarebbe gravissimo e rappresenterebbe una totale presa in giro su tutti i fronti e per tante maestranze che portano avanti Mediaset: dai dirigenti della vecchia guardi a quelli della nuova, dagli investitori finanche ai piccoli o grandi soci. Il mio augurio è che Piersilvio non sia stato per l’azienda quello che Marcello ha rappresentato (rappresenta) per Silvio.
La serietà di certe parole ci ha, dopo tantissimo tempo, resi orgogliosi di far ancora parte di questa realtà. Vorrei credere che la situazione creatasi con, ormai, i partner francesi sia una vera battaglia e non una guerra studia a tavolino, altrimenti il “Qui siamo e qui rimaniamo” sarà ricordato come uno dei tanti slogan e non un discorso da forte riscatto aziendale e nazionale.

La situazione per Piero Chiambretti non è affatto rosea. Con molta probabilità, Matrix Chiambretti non vedrà più la luce, né a gennaio né nei prossimi mesi, per una serie di motivi tra cui i costi, gli ascolti non soddisfacenti della prima tranches di puntate e per il fatto che Piero chieda a gran voce di lavorare con i suoi più stretti collaboratori. Lo sa bene il bravissimo Roberto Ebale, che ho tenuto a battesimo fin da quando era un produttore alle prime armi, che ha dovuto combattere con soldi, Videonews, collaboratori e strategie aziendali per mandare in porto le puntate sin ora prodotte. Al momento, Piero non ha intenzione di firmare il rinnovo di contratto con noi, proprio per il fatto che alcuni punti da lui espressi non possano essere oggettivamente rispettati. Questo, preoccupa i tecnici e gli stessi collaboratori di Piero che, nell’immediata stagione, non si vedono rinnovato l’incarico. È successo, succede e succederà in tante produzioni. Le cose in Publitalia stanno andando molto bene, gli ascolti premiano le nostre reti, la borsa l’azienda, il caso Vivendi però ci rende gli investimenti un’incognita. Se non è a breve distanza, sono certa che Piero e il suo carrozzone torneranno a fare ottime performance a Cologno.
Auguri da e a Mediaset tutta.