Monthly Archives: October 2016

Per la gioia di Massimo Porta e Simona Raya, torna l’intrattenimento su Rete4: Alessandro Cecchi Paone condurrà La Settima Porta dallo Studio Michelangelo. Nello staff tecnico anche Lucrezia Berlusconi, passata dal marketing alle produzioni e che, oltre ad essere bella e brava, ha già il carisma da grande manager. Dite a Max Novaresi che è un bravo autore e non un vecchio capo struttura.

Lasciando da parte l’appendice pomeridiana di Forum, a Rete4 mancava da anni un programma d’intrattenimento seriale. Per la felicità della struttura intrattenimento, e dell’azienda tutta, partirà a breve La Settima Porta, con la conduzione di Alessandro, in una sorta di Macchina del Tempo 2.0. Un grande widiwall spalancherà tante porte della conoscenza, fino a che a fine puntata tali porte virtuali si congiungeranno in una sola, dando vita ad un portone di sapere. Un progetto che è piaciuto sin da subito a Piersilvio e Sebastiano, che ha accontentato un Alessandro un po’ deluso dai risultati della conduzione al Tg4, ma che è in ottima forma ed entusiasta per affrontare un programma di approfondimento scientifico, cultura e sociale in prima serata. Il prime time di Rete4, in quanto a nuove edizioni, non poteva essere appannaggio esclusivamente di Videonews, anche perché le produzioni della testata sono in calo d’ascolti e la rete ha bisogno di continua linfa, onde evitare di fare ascolti esclusivamente con marchi storici, serie o programmi che siano.
In questa produzione, spicca una piacevole novità, del quale ho tanto piacere di scrivere. Finita l’esperienza al marketing con Federico Di Chio (tanto indigesto in azienda perché il più bravo di tutti), la Lucrezia è passata alle produzioni dell’intrattenimento. Questo spostamento mi ha reso molto felice poiché ho avuto modo di parlarci, apprezzarne il piglio professionale e l’agire sul posto di lavoro. Non a caso è una Berlusconi. Al di là dell’umiltà che dimostra nell’approccio con i colleghi e con i manager (avrebbe tutte le carte e le credenziali per essere superba e altezzosa), ha criticato e critica molte scelte del padre, dalle produzioni ai manager che lo circondano, e tale gesto deve essere accolto con tanto di accurata riflessione, dai piani alti a quelli bassi. Lucrezia scalda i motori per diventare grande, e non solo in termini d’età anagrafica.
Conosco Max sin da quando era ragazzo. Quando venne cacciato direttamente da Antonio Ricci perché rubava i nastri di nascosto, venne a piangere anche dalla sottoscritta. Le marachelle di un giovane e promettente autore, pieno d’entusiasmo e prospettive, devono essere perdonate. Max è un genio della tv, lo è sempre stato: estroso, creativo, sa fare team e creare buone dinamiche, sia di gruppo finanche nei programmi. In questo periodo è autore di due programmi molto importanti per Mediaset, Verissimo e il più impegnativo Grande Fratello Vip. Non so se è l’ascesa professionale o i problemi personali, ma la sua altezzosità comandina inizia a non andar bene a molte persone in Cologno. Scenografi, autori, collaboratori, alcuni manager hanno iniziato a vedere Max con altri occhi, e se in azienda inizia un trend negativo nei confronti di una persona, purtroppo, è difficile d’arrestare. In tal caso, interessa poco essere amico di Silvia o appoggiato da Franco.
W il vecchio Max.

ll compleanno di Silvio ha fatto molto bene a Mediaset. Federica Panicucci finalmente regina di Mattino5. La maretta nascosta tra Antonio e Mauro per Emilio Fede a Striscia. Lorenzo Suraci investe su Radio Zeta e fa l’ennesimo bingo, superando R101 e Rmc in pochi mesi.

Il compleanno di Silvio, nei giorni pre e post, è stata una manna dal cielo per gli umori aziendali. La vecchia guardia si è ringiovanita e rinvigorita, sapendo seppur indirettamente che il loro editore di riferimento stava entrando ancora nelle case degli italiani, da capo di Mediaset e non da politico. La nuova generazione ha avuto modo (finalmente) di vedere come l’azienda sia ancora indelebilmente attaccata a Silvio Berlusconi, ovvero la persona che tale società ha fondato. Ricordo che tanti di loro sa a malapena chi sono Silvio Berlusconi o Marcello Dell’Utri, e questo è un male. Si respirava tangibilmente, e si respira ancora con strascichi in alcuni piani e numeri civici, quell’aria da Fininvest che non si annusava da troppi anni. A vagliare gli ascolti, pare che anche ai telespettatori abbiano apprezzato i servizi sul Cavaliere e sulla nostra azienda. Questo vorrà pur dire qualcosa, per noi e per gli italiani. La dimostrazione che Silvio sia ancora la più grande luce che possa guidare l’azienda, sia sotto il profilo strategico che morale, la dovrebbe dire lunga sul modus operandi: vedi i tagli e alcuni fannulloni mangia-stipendi in Publitalia. Torno a ribadire il concetto che bisogna sforbiciare a Cologno e non a Palazzo Cellini a Milano2.
Per Mattino5, gli ascolti sono superiori allo stesso periodo dell’anno scorso. Non mi soffermerò sul bravissimo Federico Novella o sul promettente Francesco Vecchi (entrambi raccomandati d’eccellenza, ma a ragion veduta per l’estrema bravura), ma sulla Federica Panicucci. Come D’urso insegna, certi programmi vanno portati avanti con una corazzata artistica ai minimi. Federica, nonostante l’appeal e la solarità da Italia1, dopo anni è matura e pronta per affrontare in solitaria il programma della fascia mattutina di Canale5. Si è imposta con piacevolezza nonostante il suo modus non proprio incline al pubblico over della mattina. Questione di far abituare il telespettatore, e questo si è abituato. Lo spazio limitato del giovane Vecchi e quello ampliato di Federica, hanno fatto sì di far maturare l’idea di una conduzione in solitaria della bella e brava assistita di Lucio Presta. In fondo, Federica mi merita questa promozione, ha dimostrato davvero tanto in questi anni riuscendo, con freschezza, simpatia e leggerezza, ad entrare nel cuore degli italiani. Ha padronanza del programma, conosce ormai bene quella tipologia di telespettatore, i suoi autori vivono televisivamente per lei. In breve tempo, è diventata un importante brand del mattino Mediaset. Conosco Federica da più di 20 anni ed è rimasta uguale, forse un tantino più tenace, ma è la normale evoluzione dell’esperienza. Personalmente, come per pochissime, faccio il tifo per lei. Ormai da tempo.
Pur di dare smalto a Striscia, Antonio farebbe di tutto, anche vendere l’isola di sua proprietà. Quante volte l’ho preso in giro su questo! È vero quello che è uscito su testate cartacee e on line: Emilio Fede è stato contattato per condurre Striscia, per poche e selezionate puntate. Ad Antonio non si può dire di no, ora più che mai, visti gli alti ascolti dell’access. Mauro Crippa decide le news, ma non solo, per la forte influenza che ha nelle decisioni aziendali. Tra i due c’è una guerra burrascosa che non si combatte direttamente, poiché non si parlano tra loro ma attraverso le voci che girano tra i loro stretti e meno stretti collaboratori. Per la vicenda Crippa-Fede, in azienda si alzò un (lecito) polverone. Il resto è storia. Indi per cui, non credo che per Mauro sia una passeggiata digerire un ritorno di Emilio, per di più alla corte del programma di punta di Canale5 e della struttura tutta. C’è da aggiungere che Emilio, soprattutto dai giornalisti (meno che dal buon Daniele Molè e pochissimi altri), è visto ancora un idolo, come quell’uomo che brontolava sempre, ti trattava male se non eseguivi le sue indicazioni, ma di una diligenza, lealtà e professionalità come pochi altri. Da tanti, è considerato ancora il maestro dell’informazione Mediaset. A scrivere la verità, anche a Piersilvio non va più a genio per le vicende con il padre. Ma qui si parla di ascolti e fatturato, il resto non conta. Il 70% dei giornalisti Mediaset deve a Emilio la propria carriera, compresi quei giornalisti di sinistra (troppi) che remano continuamente contro l’azienda e, senza alcun ritegno, si sentono affermare in giro per Cinelandia che lavorano in Mediaset esclusivamente per soldi. Un tempo, a meno che un dipendente non avesse avuto dai due figli in su, sarebbe stato cacciato. Quei tempi mancano, e non lo scrive solo una Signora innamorata della “sua” azienda.
Dalla tv, passo alla radio, con il numero uno in assoluto e per il quale provo una profonda stima, da anni. Conosco Lorenzo Suraci, e suo fratello Virginio, da moltissimi anni, sin da quando avevano rapporti molto stretti con Silvio Berlusconi e Claudio Cecchetto, quando ancora Rtl era una piccola radio ma in forte espansione, viste anche le intenzioni (tutte realizzate) del suo editore. Mancato l’acquisto di Finelco, che abbiamo acquistato con fatica morale ed economica noi, Lorenzo si è buttato a capofitto sull’avventura di Radio Zeta l’Italiana, rompendo di fatto il monopolio di Radio Italia sulla fruizione via radio della sola musica italiana. Un investimento da 20 milioni di euro che, in breve tempo, ha fatto sì di superare alcune radio già in sofferenza, due su tutte R101 e RMC. Rtl ha un bacino di quasi 7 milioni di utenze e nel quarto d’ora va fortissimo, non essendo però qui in prima posizione. Perché fornisco questi dati tecnici? Lorenzo è una macchina da battaglia, intelligente, deciso, determinato con se stesso e pure con i suoi più stretti collaboratori, lungimirante, prende artisticamente i pezzi da 90 della vecchia e nuova generazione. Decide lui su tutto, anche perché è incollato alla radio almeno 18 ore su 24. E non finisce qui per Lorenzo, ma non posso scrivere nulla. Solo ed esclusivamente per rispetto.
Comunque, questo è essere un vero editore.