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Dopo Corsini, Del Noce, Minzolini, Saccà, Socillo, tocca a Stefano Bini: Nì, ANCHE CO PRESTA SAREBBE STATA DURA, E’ DE CENTRODDESTRA QUELLO. Piero Chiambretti a Matrix voluto fortemente da Silvio Berlusconi.

Fece scandalo quando, poco più di 15 anni fa, la critica italiana più becera e il ciarpame mediatico di sinistra si scagliarono contro Silvio Berlusconi, additandolo come “epuratore”. Da quelle poche epurazioni, giuste e spiegabili dopo anni di regime univoco, nacque una nuova Rai che sapeva fare tv e creare grandi ascolti. Vero, i tempi sono cambiati ma, come quando sta al governo, la sinistra è sempre riuscita a rovinare, invecchiare e incancrenire situazioni già notevolmente compromesse.
Nonostante l’indiscussa professionalità, persone come Paolo Corsini, Fabrizio Del Noce (ultimo grande Direttore di Rai1), Augusto Minzolini, Agostino Saccà, Bruno Socillo (indiscusso comunicatore, con un’umiltà invidiabile), sono stati fatti fuori dalla Rai perché gasparriani o berlusconiani. I loro nomi, ad eccezion fatta di Augusto, spuntano fuori nel momento in cui l’azienda di Stato si trova in condizioni critiche, sintomo del fatto che il centrodestra ha fatto tanto più bene di un sempre mediocre centrosinistra. A scriver la verità, di ciò, non si dovrebbe neanche disquisire. In altri paesi saremmo considerati persone da ricoverare, eppure la strana verità è che la politica nelle istituzioni vige più della mera professionalità. Come tanti accantonamenti, Stefano Bini, che seguo da molto vicino sin da quando era un bravissimo attore di teatro, e che adesso è indiscutibilmente una delle promesse della tv e della radio italiane, è uno di questi. Forse per problemi strutturali, sicuramente per effetto politico, Stefano non ha potuto continuare una produzione su Rai1. Questo sito è letto accuratamente da critici tv, giornalisti, importanti manager italiani e addetti ai lavori. Il nome Raffaella Santilli potrebbe dire qualcosa ai più e niente ai meno: ex Berlusconi, ora Renzi, mal tollerata dai colleghi di Rai1, discutibili capacità gestionali, la quale sta facendo sprofondare il pomeriggio della prima rete della tv di Stato, in aria di sostituzione. Non mi addentrerò oltre, basta l’accenno e un accordo alla “famigerata penta struttura”.
Intorno alla mia professione, ho visto ruotare molti personaggi validi, dai quali si percepiva con movenze, parlato e occhi, che sarebbero arrivati lontani poiché il loro percorso, seppur giovani e pieni di normali insicurezze, veniva da lontano. Ad oggi, tutti sono concentrati e impegnati nei più importanti show della televisione italiana, creativi autori o rilevanti conduttori. Con discreta probabilità, presto sentiremo parlare di Stefano Bini per un’importante programma su Canale5 e per un progetto radiofonico in una delle emittenti più ascoltate.
Ho preso ad esempio questo ragazzo, perché sono intervenuta non poche volte in ingiustizie di tale genere. Ho l’autorità e le conoscenze per farlo, non smetterò certo ora, dopo quasi trent’anni d’esperienza e battaglie.
Nel mondo della tv, per uno che se ne va o lascia il posto, c’è sempre qualcun altro che subentra. Chi lo avrebbe mai detto che Piero sarebbe stato chiamato dal Cav. Silvio Berlusconi in persona per un accostamento all’approfondimento politico di Matrix? Eppure è successo e i lavori stanno proseguendo a ritmo serrato, nonostante le ridottissime risorse umane. Vivendi ci ha bloccato parte degli investimenti, per cui Piero si è trovato costretto ad utilizzare due autori su sei e a lasciare a casa pezzi della sua personale struttura. Riunioni su riunioni per far tornare i conti, creare contenuti con budget ridotti e far collimare informazione e intrattenimento, specie in parti staccate. La scenografia di Piero ha assorbito tante risorse, poiché pensavamo che l’entrata d’investimenti avrebbe favorito molte produzioni, tra cui taluna. Per la grande stella al centro della scenografia, al di là dei contenuti, la produzione merita di essere vista e apprezzata. Sarà un programma diverso e vedrete un Piero Chiambretti in vesti differenti dal solito. Ci ha chiesto rassicurazioni per questo programma, dopo gli enormi problemi riscontrati con Magnolia per fare il Grand Hotel. Rassicurazioni accordate, speriamo ne valga la pena.
W la professionalità e, ancora una volta, la bella tv.