Monthly Archives: April 2016

La risposta a Vivendi si chiama “qualità” (parola di Berlusconi editore), a cominciare dal Tg4. Sarebbe meglio se Barbara D’urso, nonostante tutto, restasse dov’è.

Sono entrati in cassa tanti soldini, che permetteranno di tornare ad investire con un po’ più di criterio e qualità. La parola chiave dell’editore è proprio qualità, per se stessi e per dimostrare a Vivendi le forti potenzialità made in Cologno. Il tutto è già iniziato con il Tg4, il simbolo delle news del Biscione, nonostante gli ascolti e il pubblico di nicchia. Il telegiornale diretto da Mario Giordano ha iniziato il suo percorso istituzionale già da qualche giorno, non senza il mal di pancia dello stesso Giordano, che non è certo abituato ad aprire (forzatamente) con Sergio Mattarella. Ma è così, non siamo più soli e dobbiamo dimostrare anche qualcosa a terzi, oltre che al telespettatore.
La nuova editorial line è iniziato da questo tg per poi allargarsi agli altri programmi di approfondimento, come anche alle produzioni d’intrattenimento. Parenti e Ricci già scalpitano. Finalmente si tornerà ad investire seriamente in prodotti validi e non solo con l’aiuto del brand content, che portano spesso un programma al degrado qualitativo e nello share. La vendita di Premium è stato un atto dovuto e coscienzioso, poiché in un momento come questo Mediaset non si può permettere altri debiti e caos strutturali; un piccolo respiro interesserà anche Publitalia, che finirà di tagliare i dipendenti, almeno per il momento. In azienda si respira un ottimismo che non si annusava da molto tempo, e questo è un incentivo e stimolo per i passaggi strategici aziendali futuri e per le produzioni televisive. Se nelle strategie ci stiamo concentrando soprattutto sulle radio e sullo smaltimento di Premium (nonostante i servizi che ancora le forniremo), ferventi sono i lavori per le produzioni del prossimo anno, proprio in vista dell’arrivo di un quantitativo di soldi maggiore in confronto all’ultimo decennio e dei giri di conduttori. Proprio in questo momento, Caschetto-Presta-Tuzio, stanno piazzando i loro artisti e autori per trovare una quadra entro breve; il momento è propizio come non lo era da anni e, se la Rai è sempre stata un fortino, Mediaset è stata oggettivamente sacrificata per molto tempo. Il Biscione è tornato a investire, e questo renderà profitti economici e morali a tante, tantissime persone.
Tra i tanti movimenti giornalistici e artistici qui a Cologno, ce n’è uno che attanaglia il settore news (in primis Crippa per assecondare le pressioni, in secundis il moscissimo Delogu e infine il buon Brachino) e appassiona i media: quello della divisione in due del contenitore della domenica pomeriggio di Canale5. Una delle (poche) opzioni in vista sarebbe quella di far scontrare il segmento di Giletti contro Paolo Del Debbio, mentre la seconda parte resterebbe a Barbara D’urso. Conosco Paolo da più di 20 anni, è bravissimo, sa il fatto suo, è amatissimo dai vertici e simpatico al pubblico, ma non adatto alla domenica per tanti motivi. Paolo non accetterebbe mai di lavorare in diretta alla domenica, gli piace troppo scendere in Toscana e farsi gli affari suoi nel week end. Di contro, la D’urso digerirebbe mal volentieri il taglio; è vero che costa poco e farebbe di tutto per stare in tv, ma non credo si abbasserebbe a tanto. In secondo luogo, la D’urso regge benissimo il confronto con L’Arena, che sì doppia Domenica Live ma che ha un taglio decisamente diverso. Barbara resta sotto di 5 punti di share contro Giletti, ma è sopra di 5 quando si scontra con Domenica In. Il passo di mettere Del Debbio (o Cecchi Paone o Brachino, come si vocifera) è un azzardo fortissimo che rischia di far calare ancor di più l’ascolto in quella fascia, che ora è sufficiente grazie alla bravura della D’urso. È vero, Domenica Live è un programma trash e di un’inutilità pazzesca ai fine di qualsiasi servizio, ma tiene il colpo degli ascolti ed essendo una tv commerciale, in fin dei conti è quello che c’interessa. Ormai il pubblico di Canale5 è abituato al mood-D’urso (come lo è a quello di Maria De Filippi) e cambiare virata a un programma che funziona è da scellerati.
Voglio scrivere un’ultima circostanza a proposito delle finte anticipazioni che si leggono sui giornali e sul fatto che non viene mai riportata la fonte (forse per paura di citarmi?); scritto questo, chi è che aveva anticipato discreti mesi fa che Barbara sarebbe stata contattata per condurre il Gf Vip e darle un contentino per la perdita di un suo programma? Chi è che aveva anticipato che la sorridentissima Panicucci avrebbe lasciato Mattino5 (troppo brava per essere relegata al mattino) per un programma d’intrattenimento su Italia1? E tante altre news. E dai, non mordo mica. O sì?
Viva i rinnovamenti!

Giletti: tra Alessandro e Giorgio, c’è Maria. Quel volpone di Liguori rinnova Tgcom (tutto) e (ri)caccia Alessandro Banfi

Ho letto tantissimi articoli sull’affaire Massimo Giletti, e molte stupidaggini. Le ho lette da giornalisti o pseudo tali autorevoli, come da blogger che copiavano la notizia qua e là e ci ricamavano sopra un romanzo, ovviamente senza un minimo di attendibilità e sperando che il lettore non si accorgesse della patacca.
É vero, confermo. Ci sono stati dei contatti per portare Giletti in Mediaset, per rafforzare la prima parte della domenica pomeriggio e portare i 4 milioni di Rai1 a Canale5. Negli eventuali progetti, non solo la domenica pomeriggio; comprensibilmente, Giletti vuole delle fortissime rassicurazioni. É sempre stato un uomo Rai, e fare il salto alla concorrenza è rischioso, soprattutto in questo momento storico. La Rai si trova in un periodo di marasma, rivoluzione ed è scattata la maratona delle raccomandazioni (io stessa ho ricevuto due lettere per venire a lavorare a Cologno) e delle simpatie su certi piuttosto che su altri, qui in azienda la situazione è sempre in bilico per tutti perché i posti sono sempre meno e tutti sono attaccati alla precaria poltroncina. La Rai sta facendo un brutto gioco con Massimo Giletti perché non è ben visto dalla nuova dirigenza, pur essendo un presentatore che porta la domenica della prima rete di Stato a livelli record di ascolti. Mediaset ne vorrebbe approfittare ma vincoli aziendali e personali impediscono al piacione brizzolato di muoversi come vorrebbe.
Ma il vero dato è che a volerlo in Mediaset non sia soltanto la dirigenza (devo dire quasi all’unanimità), ma che a fare da ponte e regista all’operazione c’è Maria De Filippi, grande estimatrice del conduttore e dei suoi modi precisi e garbati. La De Filippi non si sbilancia mai, ma in qualche modo con noi dirigenti è costretta ad interfacciarsi e la sua mobilitazione è presagio positivo per un eventuale approdo di Giletti a Canale5. Certo, bisogna considerare molti fattori, ma delle basi sono già state buttate. Work in progress per Barbara D’urso, sempre più proiettata dall’azienda nel farle mantenere Pomeriggio5 e riaffidarle uno stanco Grande Fratello.
Di Paolo Liguori si può scrivere tutto, ma non che non sia ancora un volpone del giornalismo, della tv e delle pubbliche relazioni. Che sia Direttore, consulente, Vice, ecc, lo trovi sempre dappertutto, ad osservare tutto, per riportare tutto; è per questo che in azienda è stimato per la sua professionalità ma non per il suo modus operandi. Un professionista della sua età, nella Mediaset odierna, non sarebbe concepito, invece lui resiste (seppur a partita iva), vada per la stretta amicizia con Silvio, per la sua simpatia con Crippa, e per le sue indiscusse doti professionali. Tra pochi minuti, a mezzanotte, il sito di Tgcom di cui è Direttore si rinnoverà, proprio come la programmazione televisiva, apparsa su tutti i giornali, per cui non ne scriverò. Fatto sta che inserire tanti spin off dei programmi delle tre reti generaliste è stato un gesto da “grande del giornalismo”, da profondo conoscitore della tv e del pubblico del Biscione; costole affidate ai suoi pupilli, come l’ottimo e pacioccone Marcello Vinonuovo.
La nota stonata sta nell’aver cacciato gentilmente Alessandro Banfi, un gentil Signore del giornalismo made in Mediaset, per una seconda volta. Fox Liguori, come lo chiamiamo in azienda, ha voluto Tgcom e lo ha ottenuto, relegando il buon Banfi nella tana delle tigri di Pomeriggio5. Si vede proprio che la presenza ingombrante di Banfi (e non per il suo eccessivo peso) è mal tollerata da Liguori, visto che sin dai primi giorni della sua direzione gli ha tolto la rubrica della sera e a breve gli toglierà quella della mattina “A carte scoperte”.
Dopo l’eclissamento dirigenziale, che lo costringeva a solo qualche ospitata nei programmi Videonews, Fox Liguori ha aspettato pazientemente che si liberasse qualche casella per poterla riempire.
E domani sera, tutti alla festa per il nuovo tgcom in un noto ristorante di Milano! PR docet, anche lì.